LINGUAGGI D’ARTE

Siracusa, il gesto creativo e il corpo sociale

Artisti e performer di livello internazionale si confronteranno il 21 e 22 settembre prossimi con luce, bellezza, storia millenaria della magica Ortigia

di MARILENA VITA

Fin dalle sue origini, l’uomo ha utilizzato il corpo per comunicare con i propri simili, attraverso mimiche facciali e gesti collegati al movimento. Un dialogo basato sui movimenti e sulle pulsioni che solo il corpo riesce ad esprimere. Una sorta di teatro magico dove all’interno di un corpo/scena veniva trasmesso un pensiero o un’esigenza legata all’individuo.

Il corpo che gesticola rappresenta non solo un bisogno di comunicare qualcosa ma soprattutto un’enfatizzazione della propria presenza nello spazio. Già il concetto di scena come ‘evento’ formulato da Antonin Artaud, attraverso il gesto rituale dell’attore, coinvolgeva il pubblico in modo diretto. Artaud rifiutava un teatro di parole per dare spazio a un teatro legato alla vita, come verità assoluta, che avrebbe messo in risalto non l’attore ma i suoi gesti.

La performance è un’arte legata al teatro che si sviluppa già con l’happening durante le serate dadaiste e nelle azioni automatiche surrealiste, anche se il nome ‘happening’ appare per la prima volta con Allan Kaprow nel 1959, a New York, per il suo evento Eighteen happenings in six parts. Il gesto di Kaprow voleva fare irruzione nella vita mettendo in risalto il rapporto uomo-mondo attraverso l’interazione con gli altri.

Dagli happening di Kaprow a George Maciunas, con Fluxsus, con l’idea di un’arte totale legata ai gesti della vita quotidiana: così Kaprow paragona la vita a un flusso dal quale si acquisisce esperienza. Ma ancora le azioni di Gina Pane con i suoi tagli sociali, o il gesto femminista della sacerdotessa Yoko Ono che, in una performance del 1964 Cut Piece, al Sogetsu Art Center a Tokio, invitava il pubblico a tagliare, con le forbici, il vestito che portava addosso.

Gli artisti invitati per la rassegna di Perfomedia / Ortigia 2018 - Art action (Siracusa) si confronteranno con un luogo magico, ricco di storia millenaria quale è l’isola di Ortigia. In questa pagina siracusana si esibirà un gruppo di performer che già si è distinto a livello internazionale. Artisti di varie nazionalità che si incontreranno nell’antico quartiere della Giudecca, all’interno di uno spazio dove memoria e tradizione si sono stratificati attraverso i secoli.

Un luogo che venne edificato dalla Confraternita dei Padri del Santo Spirito intorno al 1400 e che fu distrutto dal terremoto del 1689. Successivamente, fu acquistato da una nobile famiglia siracusana che nel 1700 ne fece la propria dimora. Una parte dei bassi del palazzo è diventata uno studio d’artista e una galleria d’arte, finalizzata a ospitare molteplici linguaggi artistici.

Questa rassegna metterà in evidenzia gli atteggiamenti e la forza di ogni singolo artista, che al di fuori della cultura ufficiale e attraverso un linguaggio legato alla propria poetica, affronterà problematiche connesse al contemporaneo. Con modi affascinanti e originali si misureranno sul terreno dell’arte, dell’ideologia, dei fenomeni sociopolitici attuali, tabù sessuali, natura umana e sofferenza, ritualità e mito. La loro forza linguistica e comunicazionale offrirà di sicuro una memorabile esperienza estetica ed emotiva, col contributo del meraviglioso scenario naturale di Ortigia.

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