CALCIO COPPA ITALIA

Siracusa-Reggina 3 a 3, cercasi un Magnani, possibilmente

Partita bella e ricca di gol, con gli azzurri più pronti dalla cintola in su. Difesa ancora indietro. Poco pubblico sugli spalti del De Simone

SIRACUSA (3-4-2-1): Gomis; Daffara (72’ Giovanni Fricano), Turati, Di Sabatino; Giacomo Fricano (46’ Rizzo), Tuninetti, Palermo, Del Col; Catania (85’ Da Silva), Diop (91’ Orlando); Vazquez. A disposizione: Messina, Genovese, Boncaldo, Bertolo, Mustacciolo, Frucì, Mattei, Celeste. All. Raciti-Pagana

REGGINA (4-3-3): Confente; Kirwan, Conson, Redolfi, Zivkov (91’ Mastrippolito); Navas (71’ Franchini), Petermann, Bonetto (46’ Marino); Tulissi (64’ Emmausso), Maritato, Sandomenico (64’ Ungaro). A disposizione: Morabito, Vrdovsek, Ciavattini, Curto, Pogliano. All. Cevoli

ARBITRO: Carrione di Castellammare di Stabia (Severino-Pellino) MARCATORI: 19’ Tulissi (R), 52’ Diop (SR), 69’ e 82’ Rizzo (SR), 90’ Maritato (R), 92’ Ungaro (R) NOTE: ammoniti Bonetto, Maritato, Redolfi, Di Sabatino, Catania, Zivkov, Franchini

Ancora una volta gli assenti hanno avuto torto, datosi lo scoppiettante 3 a 3 tra due delle avversarie più ‘storiche’ del calcio nazionale, quantunque di terza serie. Siracusa e Reggina affilano schemi e scarpini nella mola della Coppa Italia, e agli azzurri di Pagana l’arrotata riesce tutto considerato meglio che ai calabresi.

Ma se la punta – nell’accezione oltre metafora – affonda che è un piacere, la stessa efficacia non la si riscontra in fase di protezione. A voler subito parlare dell’attacco del Siracusa, dunque della ‘punta’ e del suo valore, l’occhio di bue si ferma su quel Rizzo Nicolas Cesar aggregatosi alla squadra il giorno di San Lorenzo, e già definito “d’un altro pianeta” da parte dei pochi ma buonissimi sostenitori aretusei che l’hanno visto piroettare ieri sera sul terreno del De Simone (Nicola, guarda caso) arrecando in poche fulminanti accarezzate di sfera infiniti lutti agli amaranto.

La possibile stella 25enne arriva dal Guillermo Brown, squadra militante nella B argentina, che non è esattamente Alpha Centauri ma è pur sempre quel crogiolo di astri (e comete) che in Italia e in Europa trovano sovente giusta consacrazione. Insieme a Modou Diop, senegalese, classe ’92, la nuova coppia azzurra di piaceri ne potrà far passare al palato fine (al limite del pretenzioso) del pubblico siracusano.

Con la Reggina però, per tornare al paradigma di cui sopra, è la difesa che ha mostrato difficoltà nel parare i colpi dell’avversario. Apparso ancora indietro rispetto anche a un centrocampo già in grado di esprimersi in modo più che soddisfacente, il reparto arretrato ha intanto urgente necessità di affiatamento e del miglior Turati, e poi, per quadrare cerchi, triangoli e ogni geometria possibile occorrerebbe uno come Magnani.

Lo si trovasse, la squadra, per quanto possano essere intuibili i suoi margini di miglioramento, si troverebbe a recitare un ruolo di primissimo piano in questo campionato, a cui la visione sinottica di partenza assegna un tasso qualitativo inferiore a quello dello scorso anno. Lo scopriremo solo seguendo i Leoni con passione e andando allo stadio. Buon Siracusa a tutti.

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